Statuto del Lavoro Autonomo: non solo malattia e maternità

Statuto del Lavoro Autonomo: non solo malattia e maternità

Sono rilevanti le novità che riguardano il mondo del Lavoro Autonomo con Partita Iva. Ma in cosa consistono? Vediamo di capirlo insieme:


Il 10 maggio 2017 il Senato ha approvato lo Statuto del Lavoro Autonomo: una rivisitazione questa, necessaria e urgente,  se si pensa che i lavoratori autonomi in Italia sono circa 2 milioni. Eh si, per questa categoria, siamo i primi in Europa dopo la Germania e Regno Unito,  e questa cifra va sempre ad aumentare visto che, qui da noi, 20 laureati su 100, tentano la via della professione autonoma. Per evitare confusione, stiliamo un questionario con relative risposte, in modo da avere un quadro chiaro ed immediato:

 

  1. A chi si rivolge il DDL? Si rivolge a tutti i lavoratori autonomi del mondo non imprenditoriale, sia iscritti ad un Ordine, sia che non lo siano, compresi i freelance e artisti dello spettacolo. Sono esclusi le società e le ditte individuali (come artigiani, agricoltori e commercianti). Quindi per voi che leggete, idraulici, elettricisti, negozianti o coltivatori ecc., per voi rimane tutto come prima.
  2. Cosa cambia in ambito contrattuale? Con il nuovo Statuto del Lavoro Autonomo, è obbligatorio stipulare un contratto in forma scritta. Se il committente quindi si rifiuta, è da considerarsi contro la legge. Un altro punto importante riguarda i pagamenti: non sono più validi pagamenti che vanno oltre i 60 giorni, anche se il cliente/fornitore fosse d'accordo.
  3. E per quanto riguarda le spese? E' consuetudine, se non implicitamente obbligatorio, che un lavoratore autonomo spenda dei soldini per conseguire corsi di formazione o master. Oggi è possibile avere l'intera deducibilità delle spese di formazione e aggiornamento professionale fino ad un massimo di €10.000 annui.
  4. Ci sono cambiamenti sul modo di aggiudicarsi le commissioni e quindi sostanzialmente nel “trovare lavoro”? Si, innanzitutto le amministrazioni pubbliche potranno estendere le gare d'appalto anche ai lavoratori autonomi, non solo favorendoli con una maggiore diffusione delle informazioni, ma adattando, qualora fosse possibile, i requisiti all'interno dei bandi. Ma non finisce qui: i centri per l'impiego ai quali siamo tutti abituati come centro d'incontro tra domanda e offerta dedicato ai lavoratori dipendenti, avranno uno sportello in più, dedicato proprio ai lavoratori autonomi, dove sarà possibile trovare tutte le informazioni riguardanti l'accesso a commesse, opportunità di credito, appalti e agevolazioni. Quindi lo sportello in questione, aperto al pubblico favorirà, l’incontro domanda-offerta del Lavoro Autonomo, nonché fornire servizi informativi per avvio attività autonome.


Ma la novità veramente importante riguarda la maternità e la malattia che attenzione, interessa solo i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata e non ai professionisti iscritti all'Ordine perché questi ultimi posseggono già una cassa previdenziale privata. Vediamo i punti salienti:

 

  • Maternità e congedi parentali: Una lavoratrice autonoma non sarà più obbligata ad astenersi dal lavoro per usufruire dell'indennità di maternità. I congedi parentali, di cui possono usufruire sia le mamme che i papà, sono estesi dai 3 ai 6 mesi nell'arco dei primo tre anni del bambino e non solo per 1 anno.
  • Malattia: In caso di malattia e gravidanza il rapporto di lavoro non viene estinto ma può essere sospeso fino ad un massimo di 150 giorni (circa 5 mesi). Nello stesso articolo viene evidenziata la possibilità di sospendere per un massimo di 2 anni, i contributi previdenziali o i premi assicurativi in caso di malattia grave o infortunio che non permettono il normale svolgimento dell'attività lavorativa per oltre 60 giorni.
Statuto del Lavoro Autonomo: non solo malattia e maternità
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