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Montagna e Piante Officinali, ma anche Libri, Natura e Mondi Incantati.

La Rivista di Babsy

Il riassunto del Canto di Natale da raccontare ai bambini

Il racconto di Natale più bello di sempre, riassunto in circa mille parole, che puoi raccontare ai tuoi bambini, come favola della buonanotte. 
 
Il Canto di Natale, è un romanzo di Charles Dickens scritto nel 1843. Il titolo originale è A Christmas Carol, in Prose. Being a Ghost-Story of Christmas.
 
Si dice che dopo la sua pubblicazione, il Natale è diventato il Natale, con l'atmosfera e il messaggio che oggi conosciamo. Tra i racconti natalizi, il Canto di Natale, non può mancare! 
 

Lo spettro di Marley

Ebenezer Scrooge, è un uomo avaro pieno di soldi, detesta i poveri e odia il Natale. Per lui il Natale è una festività inutile, che rende la gente oziosa e fa spendere denaro. Nonostante ciò, anche per Scrooge quell'anno, arrivò comunque la Vigilia di Natale. Quel giorno lascia lavorare fino a tardi il suo impiegato Cratchic, caccia in malo modo suo nipote Fred che era andato da lui per invitarlo al pranzo natalizio e risponde in maniera sgradevole alle persone che per strada gli augurano un buon Natale. Alla sera mentre torna a casa, nota qualcosa di strano davanti il portone: il fantasma di Jacob Marley, il suo socio, morto da sette anni. Scrooge ne rimane leggermente turbato, ma prosegue e si chiude il portone di casa alle spalle. Pochi minuti dopo, comincia a sentire rumori inquietanti, che in un primo momento associa alla stanchezza, ma quando lo spettro di Marley gli appare nuovamente davanti, inizia a credere, con terrore, che la serata non proseguirà proprio come si aspettava. <<Cambia il tuo modo di vivere Ebenezer!>> gli dice una voce disumana <<non finire come me, che vago nell'eternità trascinandomi dietro il peso delle catene che in vita mi sono costruito con la mia avarizia!>> Scrooge è pallido dalla paura, trema e non riesce a dire una parola. <<All’una di notte riceverai una visita!>> concluse lo spettro. Poi tutto sembra tacere. Marley è andato via e la casa ritorna nella sua penombra di sempre. L'uomo si siede sulla poltrona davanti il fuoco del camino e guizza gli occhi a destra e a sinistra con il timore che qualcos'altro possa riapparire.Va a letto ma all’una di  notte... qualcosa lo sveglia dal sonno..
 
 

Era davvero un grande spilorcio il vecchio Scrooge! Avido e risparmiatore. Solitario come un'ostrica e duro di cuore. I suoi lineamenti, il naso aquilino, le guance rugose, gli occhi arrossati e le labbra sottili e livide, riflettevano il gelo che aveva nel cuore.

Il primo dei tre spiriti
Sembrava un bambino, anzi era un vecchio con le dimensioni di un bambino. Quella cosa soprannaturale che apparve davanti a Scrooge ai piedi del letto, portava una tunica di un bianco accecante ma ancora più accecante, era la luce che emanava dalla sua testa. <<Chi siete? Siete voi lo spettro di cui mi era stata annunciata la venuta?>> domandò l’uomo spaventato. <<Sono lo Spirito dei tuoi Natali Passati>> rispose il fantasma. Lo invitò a seguirlo e Scrooge tremante di freddo, lo seguì, aggrappandosi alla sua tunica oltre la finestra. Il viaggio è a ritroso. Scrooge diventa spettatore della sua vita d’infanzia: il collegio dopo la morte della madre, l’affetto della sua defunta sorella, madre di Fred suo unico parente. L’uomo si ricordò di come l’aveva mal trattato quella mattina. Poi rivede i tempi di quando faceva l’apprendista contabile del vecchio e buono Fezziwing che organizzava feste di Natale per tutti, senza distinzioni di classe. Era tutto il contrario di come era lui adesso. Poi si rivede da adulto, mentre lavora l’attività avviata con Marley. Rivede Belle, la sua ragazza. Erano entrambi giovani e poveri quando si conobbero. Ma la sete di denaro che si era insinuata in Scrooge, portò la ragazza a lasciarlo. <<Sei cambiato. Ora forse mi faresti ancora la corte? No, non sceglieresti una ragazza senza dote.>> Gli disse lei. Lui ne è sollevato, ora può dedicarsi totalmente agli affari. Un momento dopo la scena riporta una stanza piena di bambini, risate e un caminetto acceso. All’interno c’è Belle, una bella signora con i suoi figli e il marito. E’ felice. <<Perché vuoi torturarmi così’?>> Domanda urlando Scrooge allo spettro.Poi sopraffatto da una sonnolenza irresistibile, si ritrova sprofondato nel suo letto. 
 
Il secondo dei tre spiriti
La campana stava per battere l’ora. Scrooge riaprì gli occhi improvvisamente. Sapeva che il rintocco annunciava la visita di un secondo spettro. Passarono cinque, dieci minuti. Un quarto d’ora! Niente. Il vecchio burbero cominciò a tremare. Si aspettava di tutto e non si aspettava niente! Ecco che all’improvviso appare una luce rossastra. Cos’era? Non stava mica andando a fuoco la casa? Poi capì che quella luce doveva provenire dall’ altra stanza. Allora scivolò piano dal letto, si mise le pantofole e si avvicinò alla maniglia della porta. In quel momento una voce dall’altra parte, gli ordinò di entrare. Scrooge aprì piano la porta e socchiudendo gli occhi buttò un'occhiata all’interno. quello non era più il suo salotto. O meglio, lo era ma non era più come prima. All’interno vi erano rampicanti con bacche rosse luccicanti che correvano per tutte le pareti. Ammucchiati sul pavimento c’era ogni ben di Dio: arrosti, caldarroste, torte, arance succose e ciotole di punch belle fumanti. Seduto su quel trono strano c’era un gigante simpatico, magnifico a vedersi con una torcia a forma di cornucopia. Era lo spirito del Natale presente. Egli cominciò a mostrargli come le persone intorno a lui si stiano preparando al Natale: c’è Bob Cratchit a tavola con i suoi cari, mentre consuma la cena natalizia, sono tutti felici, compreso il piccolo Tim, il figlio storpio. Il suo impiegato, anche se è povero ha una famiglia unita. La scena cambia e questa volta  Scoorage si trova ad assistere la cena di suo nipote Fred. Rideva di gusto  il nipote di Scoorage: <<Ha detto che il Natale è una stupidaggine e ci crede pure!>> diceva agli ospiti seduti ad una tavola bella imbandita. <<E’ molto ricco Fred?>> chiese un amico <<E a che gli serve essere ricco?>> rispose un altro. <<Io non lo sopporto>> osservò la moglie di Fred, una donna molto carina, tutte fossette. Poi tutti si misero a giocare a mosca cieca e agli indovinelli. Scoorage si sentì coinvolto da quelle risate spensierate e da quel calore e dimenticandosi di non essere visto, partecipò ai giochi, indovinando le risposte. Poi la gioia improvvisamente finì. Tutto divenne buio e lo spirito gli mostrò due bambini sporchi e avvizziti: uno era la miseria e l’altro l’ignoranza. A questo erano condannati i poveri, dal ceto sociale a cui lui apparteneva. 
 
Il riassunto del Canto di Natale da raccontare ai bambini
L'ultimo spirito

L’orologio batté la mezzanotte e lo spirito scomparve. Ma un altro fantasma avanzava verso Scoorage: era l’ultima visita, lo spirito del Natale futuro. La lunga veste nera gli copriva anche il volto ed era alto e imponente. Egli gli fa vedere la tomba di un signore ricco: nessuno vuole andare al suo funerale, i servi si dividono qualcosa, casa e azienda vengono vendute. Il Natale successivo l’unico a fargli visita al cimitero è Fred, suo nipote. Ma non piange per lui, è solo contento di aver ereditato i suoi averi. Vede poi la tomba del piccolo Tim, morto prematuramente perché la sua famiglia non poteva comprargli le medicine: lo stipendio era troppo basso per sostenere quelle spese. Scoorage è pietrificato. Capisce che ha sbagliato tutto e chiede: <<Ditemi che c’è ancora modo di cambiare quello che mi avete mostrato?!>>
 
Come tutto andò a finire
Passa così la notte della Vigilia e giunge finalmente il giorno di Natale. Scoorage al risveglio è un uomo diverso: si sente felice e ha un forte desiderio di dispensare sorrisi e regali a chiunque! Ai passanti, al suo impiegato, a suo nipote! Scoorge finalmente sente il Natale e vuole recuperare il tempo perduto. Commissiona ad un ragazzo l'acquisto di un grosso tacchino e regalandogli una corona gli dice di portarlo a casa di Bob Cratchit. Poi si presenta a casa del nipote dove viene accolto con calore. Trascorrerà il Natale più bello della sua vita e il giorno dopo non solo aumenta lo stipendio del suo impiegato ma comincia a trattarlo come un amico e si prenderà cura del piccolo Tiny Tim, che guarirà così dalla malattia.
 
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